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“A se stesso” di Giacomo Leopardi analizzata in 1 minuto e mezzo (VIDEO)

Via parole evocative, al bando le immagini della giovinezza, proibita la musicalità del verso: con il Ciclo di Aspasia – e, ancora di più, con la lirica A se stesso – Giacomo Leopardi cambia totalmente modo di fare poesia e si abbandona, anche nello stile, al pessimismo cosmico. “Perché, prima invece era allegro e osannava la vita?” No no, non fraintendiamo le cose. Leopardi è sempre stato innervato da un certo pessimismo (prima storico, poi cosmico), ma il modo di esprimerlo e di esprimersi in lui cambia nel tempo, e di molto. 

“Ah, quindi prima la buttava sul ridere e mo no?” Non è neanche così. Per capire meglio quali trasformazioni subisce lo stile poetico del sommo Recanatese, allora, vediamo insieme questo video che ho preparato per voi: buona visione!

Approfondimenti su Leopardi

Sul caro Giacomino è stato scritto, in questi due secoli e passa dalla sua nascita, tutto e il contrario di tutto. Impossibile, quindi, indicare un solo testo che ne analizzi la poetica e la filosofia. Innanzitutto, allora, qualora vogliate approfondire la conoscenza e la lettura di A se stesso, potete rivolgervi a una bella antologia classica, come ad esempio quella di Giulio Ferroni et al., oppure Dal testo alla storia, dalla storia al testo della cordata Baldi, Giusso, Razetti e Zaccaria.

In secondo luogo, sul web esistono diversi tipi di analisi – più o meno accurate e più o meno affidabili – della lirica contenuta nel Ciclo di Aspasia. Potrebbe essere utile fare un giretto qua e là nel fantastico mondo di internet.

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