You Are Here: Home » Letteratu-torial » Italia-Svezia: gli scandinavi mettono in campo Strindberg, noi Verga

Italia-Svezia: gli scandinavi mettono in campo Strindberg, noi Verga

Inauguriamo oggi una nuova rubrica, che tenterà di accostare gli Europei di calcio – che in questo momento si stanno disputando in Francia – alla letteratura. “Com’è possibile paragonare le gesta di calciatori ventenni a quelle di gente stramorta come gli autori classici?” direte voi… be’, ad esempio raccontando vita, opere e miracoli di uno/a scrittore/rice nativo/a della nazione che si troverà a sfidare l’Italia nel suo percorso europeo… finché gli Azzurri saranno in campo, questo blog marcherà a uomo i loro rivali, sperando che porti fortuna alla nostra squadra. “Un post per ogni partita?! Meglio che l’Italia esca subito allora!” Peccato, vi perdereste la scoperta di tanti bravi scrittori…

La Svezia schiera August Strindberg

Chi è costui? Nato a Stoccolma nel 1849 e passato a miglior vita nel 1912 nella medesima città, Strindberg è quello che suole definirsi un intellettuale a tutto tondo, impegnato nei vari campi dello scibile: dalla scienza chimica alla fotografia, dall’alchimia all’arte figurativa. Di sicuro Strindberg non trovava un attimo libero per annoiarsi! Ad ogni modo, l’opera che per prima gli diede un po’ di notorietà fu un romanzo di matrice socio-politica e dal titolo La stanza rossa (la traduzione talvolta sostituisce camera a stanza), apparso in Svezia nel 1879. Il nostro amico Strindberg pensò: “Come faccio ad inimicarmi tutta quella parte della società che conta in un colpo solo? Ma certo! Comporrò un romanzo in cui parlerò di come sono corrotti i politici, i magnati, i ricchi e i grandi editori!” Ecco come farsi benvolere dal pubblico di lettori (che all’epoca era composto proprio da chi veniva criticato ne La stanza rossa…).

Ma quali caratteristiche aveva il primo romanzo di Strindberg? Sicuramente va tenuto presente che in Europa, in quegli stessi anni, si stava imponendo il Realismo, declinato nel versante Naturalismo in Francia e in Italia nel Verismo dal grande Verga. La convinzione generale era quella di creare storie che raccontassero senza filtri o artifici la realtà, per mostrare le storture del mondo così come si affacciavano agli occhi degli scrittori fin de siècle (questa espressione ve la potete rivendere con la prof di francese; significa situato cronologicamente alla fine del secolo XIX, ossia dell’Ottocento). Ma c’è una grossa differenza tra Verga e il primo Strindberg: se Verga si concentrava sulla narrazione della vita degli umili, lo svedese prendeva in esame le classi più abbienti, e se il siciliano componeva romanzi dai risvolti marcatamente sociali, Strindberg improntava La camera rossa sull’analisi politica e soprattutto morale degli svedesi.

strindberg

 

Dal Naturalismo all’Espressionismo

Per quanto sia innegabile l’importanza che un romanzo come La camera rossa ha avuto nella carriera letteraria di Strindberg, va però tenuto a mente che il suo nome diventa famoso in tutta Europa grazie alla produzione teatrale. Il poliedrico intellettuale sente ben presto di stare troppo stretto negli angusti canoni del Realismo e avverte l’urgenza di liberare la sua arte, di farla esplodere. Le sue opere teatrali, infatti, sono fuori dagli schemi, immerse in un onirismo estremo; allucinate fino all’inverosimile, provocano nello spettatore sentimenti violenti e angoscianti. Insomma, per dirla con locuzioni degne dei critici letterari di più alto livello, a Strindberg, a ‘na certa, è partita la brocca. Per dirla invece in maniera terra terra, l’intellettuale svedese ha inventato l’Espressionismo e dato il la all’Avanguardia.

Nascono così opere come Il sogno – forse il dramma di maggior spicco in tutta la carriera di Strindberg – o anche La sonata degli spettri, o infine La casa bruciata. Tutti titoli rassicuranti! L’attività teatrale, comunque, ebbe la sua acme (= picco massimo, da non confondere con acne!) nella fondazione dell’Intima Teater, dove appunto riesce a rappresentare i gioielli della sua collezione drammaturgica. Vi è venuta voglia di leggere qualcosa di Strindberg? Ne vale sicuramente la pena… e poi diamogliela una soddisfazione a questi svedesi, visto che nel calcio non le trovano! 🙂

 

 

P.s.: qualora vogliate approfondire la conoscenza del teatro strindberghiano, potete cominciare leggendo questo articolo: http://drammaturgia.fupress.net/recensioni/recensione2.php?id=4159. Si tratta di una recensione ad un importante saggio di Franco Perrelli, che si sofferma ad esaminare la scrittura drammaturgica di una delle figure più interessanti del panorama letterario europeo tra Ottocento e Novecento. Buona lettura!

About The Author

Number of Entries : 53

Lascia un commento

© 2011 Powered By Wordpress, Goodnews Theme By Momizat Team

Scroll to top