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I Promessi sposi: il riassunto sui generis del capitolo 2

Sveliamolo subito subito com’è andato a finire il mistero con cui ci eravamo lasciati la scorsa volta. Perpetua ha parlato o no? Be’, insomma… E  cos’ha detto di preciso? Scopriamolo. Ma prima riprendiamo il racconto dall’inizio. Che fa il povero Don Abbondio dopo aver confessato tutto alla sua serva “fedele” (fedele si fa per dire…)? Ovviamente – come dargli torto? – passa una notte molto travagliata: a tormentarlo ci sono non solo la chiacchierata che è riuscita ad estorcergli Perpetua, ma anche le minacce subite dai bravi e la difficoltà di trovare delle scuse convincenti per posticipare le nozze di Renzo e Lucia, fissate per l’indomani. L’intento del parroco è di riuscire a ritardare le celebrazioni di almeno cinque giorni, quando poi avrà inizio il periodo compreso tra Avvento ed Epifania e quindi sarà vietato dalla Chiesa Cattolica stessa di celebrare alcunché… vedete, Don Abbondio non ha dormito ma è riuscito a studiarla bene la questione!

Il confronto con Renzo

Dopo la notte insonne, arriva finalmente il giorno x, quello fissato per le nozze. Don Abbondio spera proprio che Renzo e Lucia ci ripensino e decidano per una convivenza fuori dal matrimonio, che tanto va di moda e ormai non si sposa più nessuno: la chiesa costa, i fiori costano, il rinfresco costa, l’abito costa e la limousine che porta gli sposi pure… Ah, dite che all’epoca non era di moda convivere e non esisteva la limousine? Può darsi, ma sta di fatto che il coraggioso prete avrebbe preferito vedere i promessi sposi corrotti e peccatori piuttosto che affrontare l’incresciosa situazione coi bravi e col loro mandante.

Ma torniamo a noi. La mattina presto Renzo si reca a trovare Don Abbondio per organizzare gli ultimi dettagli e… sorpresa! Il parroco fa il vago: “Ma non era oggi la data fissata per le nozze, figliolo; non avevamo detto il 30 febbraio?”

E poi: “Ah, ragazzo mio, quella vipera di Perpetua mi ha cucinato certi funghi ieri sera… meglio che non ti racconti come ho passato la nottata! Menomale che hanno inventato l’imodium…”

Ma anche: “No no, rinviamo tutto di cinque giorni, ché devo partire per la Toscana per partecipare a un torneo di golf!”

Sì, avete ragione: andrò all’inferno per avere riscritto questa parte dei Promessi sposi, la divina provvidenza mi punirà! Però il mio volo di fantasia non era campato in aria. Don Abbondio usa proprio queste 3 scuse per cacciare via Renzo ed evitare di celebrare le nozze: prima fa finta di essersi dimenticato la data, poi inventa di non sentirsi bene ed infine attua il piano di procrastinare il giorno del matrimonio per arrivare al periodo di interdizione.

 

Entrano in scena le donne: Perpetua, Agnese e Lucia

Renzo si avvia verso casa un po’ sconsolato, salvo poi incontrare Perpetua vicino alla casa del curato. Renzo – che sa benissimo che Perpetua non è di certo una di poche parole – decide di interrogarla sulle reali motivazioni del comportamento di Don Abbondio. Perpetua riflette: “Che faccio, mi conviene mantenere la parola data al parroco e non rivelare il suo segreto? Certo che no! Un po’ di sano pettegolezzo fa sempre bene alla salute…”

Renzo, una volta che i suoi sospetti si trasformano in realtà, piomba di nuovo in casa di Don Abbondio e, con le buone (cioè minacciandolo), si fa confessare tutto: la colpa è di Don Rodrigo. Renzo allora esce dall’edificio in preda alla rabbia: vorrebbe andare a punire il colpevole della malefatta, ma poi il pensiero di Lucia lo frena. Decide allora di recarsi dalla futura moglie, temendo che gli abbia nascosto qualcosa. Sull’uscio dalla casa incontra invece Agnese, la madre Lucia, al quale il giovane racconta tutto. E Lucia? È veramente a conoscenza dell’intento di Don Rodrigo e fa la furbetta, oppure è all’oscuro di tutto? La prossima settimana lo saprete!

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