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Maturità 2016: come affrontare gli esami senza stress

Siamo a poche settimane dall’inizio degli esami di maturità e da quelli di terza media e il panico comincia a farsi sentire. Fate continue ricerche per trovare un buon argomento per la tesina, sfogliate incessantemente i libri di testo per trovare i collegamenti tra tutte le materie, cercate di estorcere qualche informazione in più ai docenti, pregate affinché vi dicano in anteprima le domande che vi faranno. Ma come affrontare lo stress da esame? Vediamo qualche piccolo accorgimento, basato anche sulla mia esperienza personale.

 

  1. Ricordate che mostrarsi stressati può farvi abbassare il voto. E non perché i professori odiano chi è sotto pressione, ma semplicemente perché lo stress e la troppa ansia possono farvi apparire insicuri di voi stessi e quindi delle nozioni che avete. Tre giorni prima del mio orale sono andata a vedere la prova di una mia amica, molto brava: la difficoltà delle domande che sono state poste a lei mi ha spaventato, tanto che i nostri docenti si sono accorti della mia forte tensione; mi hanno chiamato verso di loro e mi hanno detto: “Se stai così, l’orale non lo so supererai mai.” Ricordate: i prof possono ragionevolmente ritenere che il vostro comportamento dipenda dal sapere poco o nulla e non dall’ansia da prestazione. Quindi, mi raccomando: se volete uscire con un bel voto, imponetevi di non essere troppo ansiosi!
  2. Ponetevi un obiettivo, ma che non diventi la vostra ossessione. È importante importante darsi un target da raggiungere per calibrare energie e ore di studio, però bisogna evitare di crearsi aspettative troppo alte, col forte rischio di rimanere delusi nel momento il cui non si realizzano. In breve, non cerchiamo di raggiungere la luna: porterebbe troppo stress e a volte accontentarsi è molto più soddisfacente (quanta verità nel detto “chi s’accontenta, gode”!).
  3. Non vi potranno mai fare domande peggiori di quella fatta a me. Subito dopo la mia esposizione dell’argomento della tesina (tra cui c’era anche A Silvia di Leopardi), il presidente della commissione (docente esterno, quindi) si gira verso di me e mi fa la fatidica domanda speciale, quella del presidente, quella in cui ogni maturando deve imbattersi: “A Silvia è una lirica molto musicale. Immagina che venga cantata; ad esempio, immaginatela intonata da Gigi D’Alessio… come sarebbe stata?” Datemi una medaglia: ho evitato di rispondergli “una m…elodia alquanto inusuale!” L’unica figura che avevo davanti in quel momento era Leopardi che si rivoltava nella tomba. Detto ciò, come potete anche lontanamente pensare che vi venga fatta una domanda peggiore di questa?!
  4. Staccare la spina il giorno prima. Me lo hanno detto tutti, me lo hanno imposto tutti. L’ho fatto. Il giorno prima dell’orale non ho aperto libro: e sono stata assalita dal panico. Ho provato a dormire, ma i miei sogni vedevano come protagonisti solo Joyce, Virgilio, Kandiskij, Foscolo, Baudelaire e le funzioni che tendono a infinito. L’unica cosa veramente infinita era la mia ansia. Ma verso sera qualcosa è cambiato e sono riuscita a dormire come un angioletto. Come ho fatto? Semplicemente mi sono convinta davvero che ripassare mentalmente tutto il programma di tutte le materie fino all’esaurimento nervoso non mi avrebbe aiutato a fare un orale migliore; riposare bene invece sì. Il giorno dopo mi sono alzata fresca come una rosa e ho preso tutti i punti disponibili.

 

P.s.: se vi state chiedendo com’è andato il mio esame di maturità, ve lo svelo subito: ho preso il massimo con lode… ma che stress!!!

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