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La nascita di Zeus e la fine dell’era di Crono

Lo volete sapere subito chi è l’assassino? Oppure vi evito lo spoiler e proseguo col racconto come se niente fosse? Aspettate però… dove eravamo rimasti? Prima di lasciarci, la scorsa volta, ci eravamo detti che quel mattacchione di Crono, dopo aver ucciso il padre Urano poiché faceva più figli di un coniglio per poi evitare che uscissero dal grembo materno, si prende il regno delle divinità e si mette a procreare insistentemente, ma pensa bene di ingoiarsi viva tutta la prole per paura di essere detronizzato… tale padre, tale figlio!

A parte questo piccolo particolare, in realtà l’impresa di Crono contro il padre ha fatto sì che si avviasse una generazione riproducibile di divinità individuabili, che, a differenza dei loro predecessori, verrà antropomorfizzata dai Greci (=ossia le verranno attribuite caratteristiche tipiche umane, come ad esempio l’aspetto fisico e i comportamenti, ma anche i nomi originali e non più “parlanti”).

 

Zeus e l’astuzia di Rea

Tornando ai fatti, una volta che Crono ha sposato sua sorella Rea viene avvertito dall’adorata madre Gaia – che ha la capacità di prevedere il futuro – che potrebbe cadere vittima di un tranello ordito dai suoi stessi figli. Detto fatto, decide di mangiarseli tutti, esattamente come il lupo di tante favole che conosciamo bene (non ci si inventa niente, eh!). La moglie del lupo, cioè Rea, non era però così stupida da lasciarsi pappare tutti i suoi “cuccioli” e si fa venire i cosiddetti cinque minuti… In procinto di partorire il suo ultimogenito, Zeus – eccolo che finalmente arriva! Lo aspettavamo sin dal primo post! –, Rea si rifugia sull’isola di Creta, dove dà alla luce il bimbo senza che il marito se ne accorga. Per evitare che i vagiti del piccolo Zeus arrivino fino all’Olimpo, le Naiadi – divinità cretesi – nascondono il neonato in una grotta, mentre poi i Cureti eseguono danze di incitamento alla guerra davanti alla grotta stessa per coprire le urla del bambino ormai cresciuto.

zeus

Ma Crono non sapeva della gravidanza di Rea? Certo che lo sapeva! Perciò Rea fa quello che da qui in poi faranno tutte le mogli con un marito brontolone: lo “buggerano” (apprezzate l’autocensura del mio eloquio). Rea ha un’intuizione geniale: avvolge un sasso in un fascio di coperte e lo porge a Crono, spacciandolo come il frutto del loro “amore”; Crono non ci pensa due volte a fargli fare un bel viaggetto nel suo intestino, senza accorgersi di nulla. Ma non avrà sentito lo stomaco un po’ gonfio? Magari solo una leggera spossatezza, il desiderio di bersi una tisana la sera per aiutare la digestione prima di andare a dormire… macché!

 

Zeus il cuccioletto, intanto, vive libero e felice come una farfalla. Ah no, questo era lo spot di una pubblicità… Diciamo allora che cresce bene allevato dalle tre fatine nel bosco (no no, quella era la favola della bella addormentata…). Comunque, senza starci tanto a formalizzare sul come, una volta diventato adulto Zeus decide di far espiare al padre tutte le sue colpe, di fargli pagare per gli anni di forzato esilio a cui lo ha condannato e a cui ha condannato i suoi fratelli, vissuti per tutto quel tempo nella pancia del padre (la psicanalisi registra che molti uomini invidiano alle donne la possibilità di partorire: sarà stata questa la motivazione vera che ha spinto Crono a cibarsi dei figli??).

 

Zeus risolve la situazione

Stufatosi di vivere da solo tra le fratte di Creta, Zeus si accorda con la madre per far bere a Crono una sorta di pozione (pharmacon in greco… so che morivate dalla voglia di sapere la parola in lingua originale!) per fargli vomitare tutte le creature che aveva in grembo (si raccomanda la lettura di questo post solo in orari lontani dai pasti…). Ora Zeus non è più solo, ha i suoi fratelli e le sue sorelle al suo fianco per combattere l’assolutismo del padre Crono. Che la battaglia abbia inizio! Sarà lunga e faticosa, degna di quella raccontata da Omero nell’Iliade

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