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Speciale Manzoni: la moglie Enrichetta e la conversione

“Che fai, non ci parli degli intensi ma pii amori di Alex? Prima ci prometti le cose e poi non le mantieni? ‘Sta Enrichetta?”

Sì ragazzuoli, non fatevi ingannare dall’orario più tardo in cui pubblico questo post: ogni promessa è debito! Dove eravamo rimasti? Ah sì, dicevamo di come il ribelle giacobino e anticlericale Manzoni si avvicini alla Chiesa – e poi venitemi a dire che nella vita non si può mai cambiare veramente!!! – e al rigore morale grazie al gruppo intellettuale degli ideologi, ma anche alla figura “paterna” di Carlo Imbonati, compagno della madre. Manca però un tassello in questo idilliaco percorso dall’inferno al paradiso, un tassello che è di un romanticismo unico (roba da far impallidire Rose e Jack del Titanic): l’incontro con la futura moglie, Enrichetta Blondel.

All you need is love

Stendiamo un velo pietoso sul nome della ragazza e andiamo ai fatti. Identikit di Enrichetta: essere umano di sesso femminile, statura alta (ma non ci giurerei) e capello biondo nordico (ah no, Blondel è solo il cognome), nata da Maria Mariton e François-Louis Blondel (questo è certo). La ragazza, appena 17enne quando convolò a giuste nozze con Alex, era di religione calvinista (= ramo del cristianesimo protestante), nonostante il padre fosse agnostico (ossia si diceva incapace di stabilire l’esistenza di una qualsiasi divinità). Quando avvenne l’incontro con Manzoni? Nel 1807 (vi faccio notare che ho scritto 218 parole senza mettere neanche una data!), anno in cui l’ormai ventiduenne Alex tornò a Milano a seguito della morte del padre. Come fece a conosce Enrichetta? La famiglia Blondel risiedeva in uno stabile di proprietà di Carlo Imbonati (che, mi sembra evidente anche da quanto detto nello scorso post, dall’aldilà ha sistemato tutta la vita del figlioccio) e quindi era frequentatrice di Giulia Beccaria, madre di Alex.

manzoni moglie

Il matrimonio venne celebrato l’anno seguente: quando si dice un fidanzamento lampo… ma lei non stava incinta, eh! Non siate maliziosi! A quello ci penseranno poi, mettendo al mondo ben 10 figli, i quali moriranno tutti prima del padre… Peccato che il santuario di Lourdes non era ancora aperto, altrimenti avremmo consigliato volentieri a Manzoni una visitina lì! Ma torniamo a noi:  Enrichetta fece entrare il marito in contatto con tale Padre Degola (cattolico), il quale li spinse entrambi verso la conversione. La prima a diventare cattolica fu lei, a cavallo tra il 1808 e il 1809. Da qui Manzoni cambia tutto: modo di pensare, modo di vivere, modo di fare letteratura, modo di vestire, taglio di capelli ecc. Vabbè, forse capelli e vestiti no, ma tutto il resto sì.

 

“Ringrazio Dio che ha avuto pietà di me”

Proprio così rispose il nostro caro Alex, ormai non più giovane, alla figlia che anni dopo gli chiese conto della sua conversione. Ma l’approdo alla fede ha portato felicità nella vita di Manzoni? Be’, insomma… dopo il 1810 la sua agorafobia (= timore ossessivo che coglie nell’attraversare un vasto luogo aperto) si intensifica; era convinto – da bravo seguace della corrente giansenista del cristianesimo (era un cristianesimo molto rigido e pessimista) – che l’uomo fosse naturalmente portato a compiere il male; non fu mai un fan della provvidenza divina e non pensava che i cattivi fossero puniti da Dio sulla Terra… insomma, che allegria! Non a caso, la concezione filosofica di Manzoni viene definita dai critici ottimismo tragico, perché prevede che il male sia radicato nell’uomo (non per natura ma per consuetudine), ma questo deve spingere tutti ad una quotidiana lotta per la salvezza della propria coscienza. Col cristianesimo Manzoni trova quei valori forti che aveva precedentemente cercato nell’Illuminismo, il quale però a inizio Ottocento era naufragato.

Ma quali altri avvenimenti ci sono stati nella vita del nostro caro scrittore dopo questo fatidico 1810? Nient’altro è degno di essere raccontato, oppure sì? Vi annuncio solo che dietro l’angolo ci aspetta un altro matrimonio… ma scopriremo tutto nella conturbante quarta puntata del nostro “Speciale Manzoni”: non perdetela!

 

P.s.: come di consueto, vorrei consigliarvi qualche lettura di approfondimento. In realtà, è molto difficile trovare dei testi che parlino nello specifico di Enrichetta, proprio perché lei non ha avuto ruoli pubblici o comunque di spicco nella comunità del suo tempo. Per capire di più su lei, quindi, non posso che rimandare alla già citata La famiglia Manzoni di Natalia Ginzburg. Per avere uno sguardo più penetrante sulla complessa personalità del marito, invece, si può consultare uno studio recente, condotto da Gino Tellini: si tratta del suo Manzoni. Buona lettura!

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