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Crimini primordiali: la lotta sanguinaria tra Urano e i suoi figli

Dove eravamo rimasti nel nostro ameno (= piacevole) resoconto delle gesta mitologiche? Ah sì, alla nascita del Cielo e delle Acque. L’unione tra Cielo e la Terra, la perfetta corrispondenza dell’uno sull’altra, l’impossibilità dell’esistenza dell’uno in assenza dell’altra ha fatto sì che la coppia più antica del mondo venisse da sempre considerata come il massimo del romanticismo, il surplus di “mielosità” (passatemi il neologismo), il tripudio dello “stiamo vicini vicini”. Eppure il rapporto tra Gaia (la Terra) e suo figlio Urano (il Cielo) – rapporto a dir poco equivoco – non è esattamente tutto rose e fiori. Vediamo il perché.

La nascita del femminile e del maschile

La scorsa puntata ci eravamo lasciati con cinque esseri originari (Caos, Gaia, Eros, Ponto e Urano), nati non dalla congiunzione di due individualità, bensì spontaneamente e da una sola entità. Ora però le cose cambiano: Gaia e Urano formano la prima coppia di fatto, la prima concretizzazione del dualismo tra femmina e maschio. “Finalmente un po’ di movimento!” direte voi. Ma Gaia non sarebbe dello stesso parere… Sapete, Urano non è esattamente quello che si suole chiamare un galantuomo. “Urano primordiale non conosce altra attività se non quella sessuale” ci fa sapere il grecista (= studioso di storia e letteratura dell’Antica Grecia) Vernant. E se lo dice lui! Sento già i vostri commenti poco carini verso di lui, ma lasciamo stare… sta di fatto che la povera Gaia sforna una quantità enorme di pargoletti (che tanto –etti, trattandosi di divinità, non erano…), ma questi non riescono ad uscire dal grembo materno visto che il padre – più ossessionato di un criceto che gira instancabilmente nella sua ruota – non si alza da Terra.

Dite che stiamo scendendo troppo nello scabroso? Ahimè, la mitologia tanto edulcorata (scusate, volevo dire zuccherata) non è. Vedrete quando arriveremo a quel buontempone di Zeus! Ma torniamo a noi. I figli di Urano e della malcapitata Gaia – che a saperlo quel giorno si andava a fare una passeggiata invece di mettere in vita Urano – sono i Titani. Sono in tutto 12 – o, meglio, sono 6 Titanidi (femmine) e 6 Titani (maschi) – e a loro si affiancano anche due triadi (ossia gruppi di 3) mostruose, formate dai Ciclopi (esseri da un solo occhio; ricordatevi di loro quando studierete l’Odissea, mi raccomando!) e i Centobraccia (c’è bisogno di dire qual è la loro caratteristica???).

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Urano contro Crono

A ’na certa – come si dice a Roma -, a Gaia je parte la brocca (le potete dar torto?) e incarica il suo ultimogenito, Crono (il Tempo), di evirare il padre. Non sapete cosa voglia dire evirare? Diciamo solo che, dopo l’azione di Crono, Urano avrà diversi problemi nel fare altri bambini (o bambinoni che sia)… ve lo dicevo che gli dèi non ci vanno per il sottile! Vabbè, non perdiamo il filo del discorso: il gesto di Crono è fondamentale non solo per dare un po’ di respiro a Gaia, ma anche per la nascita di vita sulla terra. Solo a seguito dell’evirazione Urano andrà al suo posto nella volta celeste e si formerà lo spazio per come lo conosciamo noi. Grazie a Crono, inoltre, si avvia anche il tempo, scandito dal susseguirsi delle generazioni divine e dall’alternarsi di Notte e Giorno (creati nel frattempo da Caos).

Quando, urlando ferocemente, Urano si stacca da Gaia, lancia una maledizione ai figli, da padre amoroso quale è: “Brutti [censura], siete proprio dei [censura] [censura]. Ma ricordate: chi la fa, l’aspetti!” Inutile riferirvi i vari gesti scaramantici dei dodici Titani… Eppure la profezia si avvera! Chi pagherà per aver staccato il Cielo dalla Terra? Mercoledì prossimo avrete la soluzione!

 

P.s.: nella scorsa puntata di “Beautiful tra le stelle” (come mi piace rinominare queste bizzarre lezioni di mitologia) avevo accennato alla vastità delle variazioni mitiche e avevo suggerito qualche libro di approfondimento. Stavolta il mio consiglio è diverso: vi invito caldamente a leggere un’opera di fantasia come Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, che in tanti brevi capitoletti rifà vivere i più grandi personaggi mitologici. Dalle conversazioni tra Edipo e Tiresia, tra Eros e Thanatos, tra Achille e Patroclo ecc. troviamo una fitta rete di riflessioni esistenziali che arricchiscono chiunque le affronti.

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