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Giocattoli alternativi: una bomba a scuola

Con cosa giocate o giocavate a scuola durante i momenti di pausa? Con le figurine dei calciatori o dei cucciolotti? Con le bambole di Barbie? Con un pallone ricavato da carta e scotch? Oppure vi dilettate/dilettavate a parlare dei vostri cartoni preferiti, da Dragon Ball a Lady Oscar? Tutti noi abbiamo avuto modi diversi ma tutti bellissimi per stringere i rapporti coi propri compagni di classe e placare l’ansia da interrogazione. E poi c’è chi a scuola porta una bomba per farla vedere ai propri compagni. Per così poco! Ognuno di noi fa quel che può… si tratta pur sempre di un gioco economico e maneggevole, che entra bene nello zaino e che, tutto sommato, non pesa poi così tanto…

barbie

I cari, vecchi giochi di una volta!

La cronaca

So che lo sembra, ma non sono diventata matta (o non ancora, almeno). Quello a cui faccio riferimento è un fatto di cronaca avvenuto pochi giorni fa nel Veneto, come ha riportato la sezione locale del “Messaggero” in un articolo che condivido qui. Scherzi a parte, l’episodio ha destato al contempo paura e sorrisi benevoli; un ragazzo delle scuole medie, infatti, assolutamente non consapevole di cosa stesse introducendo a scuola, è andato a lezione con una bomba di piccole dimensioni al seguito, dopo averlo rinvenuto in un bosco di zona. Il suo intento non era certo quello di nuocere a compagni o professori: non avendo riconosciuto nello strano oggetto un ordigno bellico, l’alunno ha voluto chiedere spiegazioni ad una docente, che ovviamente ha dato l’allarme bomba. Prese le dovute precauzioni, si è comunque capito che l’ordigno non costituiva più alcun pericolo, anche perché il ragazzo aveva già provveduto a lavare l’ordigno a casa, miracolosamente rimasto inesploso. Una brutta avventura, ad ogni modo, per lo studente e per la prof, che si è vista arrivare in cattedra un oggetto davvero particolare. Per fortuna non ci sono state state conseguenze ad un gesto evidentemente privo di malizia e cattiveria.

 

Il sugo della storia (per dirla con Manzoni)

Perché ho deciso di raccontarvi questa storia? Be’, innanzitutto la mia formazione giornalistica mi ha spinto a narrare un fatto di cronaca inerente al mondo della scuola, della quale indirettamente mi occupo nel presente blog. In definitiva non sono gli alunni, col loro studio e con le loro vicissitudine scolastiche, i veri protagonisti dei miei articoli? Inoltre: non vi ho dimostrato in questo modo che è molto più sicuro studiare i classici che non andando a giocare per i boschi??? E allora su, gironzolate per il blog e imparate tante belle cose sul meraviglioso mondo della letteratura!

 

 

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