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Speciale Omero: l’ira funesta del Pelide Achille

Eccolo il protagonista dell’Iliade: Achille, meglio conosciuto come il Pelide. Ma chi gliel’ha dato questo nome?? Sarà lo stesso che si è inventato quell’impronunciabile scioglilingua su Apelle, figlio d’Apollo, che face una palla di pelle di pollo? No… Pelide è un epiteto (= sostantivo o aggettivo ricorrenti che specificano un personaggio) derivante dall’albero genealogico di Achille, nato dalla dea Teti e dall’umano re Peleo. Achille, quindi, è un semidio, più potente di tutti gli uomini e perciò invincibile. Unico suo punto debole è il tallone, poiché la madre Teti lo ha immerso nel fiume Stige prendendolo proprio per un piede: le acque del fiume lo hanno reso immortale, ma il tallone è rimasto scoperto. Ed è proprio tramite una ferita al retro del piede che Achille muore. Ma non nel corso dell’Iliade

Chi è l’Achille dell’Iliade

Non propriamente un tipetto tranquillo… all’inizio del poema Agamennone, il capo della spedizione achea contro i troiani, gli chiede di consegnargli la sua schiava/concubina Briseide in cambio della liberazione di Criseide, figlia di Crise (tutti nomi originali e poco confondibili, eh!), sacerdote di Apollo. E che ti combina il giovin Achille? Prima tenta di sguainare la spada per colpire il re degli Achei (nonché suo capo), ma interviene Atena a fermarlo; poi, seguendo alla lettera il consiglio della dea, che gli imponeva di darsi una calmata, con modi pacati e riappacificanti pensa bene di inveire contro Agamennone, chiamandolo “cervo”, “cane”, “ebbro”… ci mancava “capra” e poi avremmo potuto annoverare Achille tra gli antenati di Vittorio Sgarbi! Insomma, una persona mite che ognuno di noi avrebbe voluto conoscere.

L’animo pacifico di Achille lo porta ad abbandonare per ripicca la guerra contro i Troiani e a provocare grandi sciagure e tante morti al suo stesso schieramento. Lui sì che sapeva come farsi ben volere dagli amici! Scherzi a parte, Omero forgia il temperamento di Achille in maniera netta: è un eroe senza paura, con un grande amore per le sfide e che vede la guerra come il mezzo migliore per raggiungere la gloria (questa è la tipica mentalità di tutti gli eroi omerici e in generale degli eroi classici). Ha un personalità mai dubbiosa di sé (altro che Amleto!), è impulsivo ed irruente, addirittura crudele: trascina il corpo morto di Ettore con un carro, per farlo scuoiare. Come evidente a tutti, Achille brilla quindi di una innata simpatia e docilità…

brad pitt troy

Brad Pitt nei panni dell’eroe omerico: a saperlo così bello gli avremmo perdonato l’ira funesta!

Il rapporto con Patroclo e lo sblocco della guerra di Troia

In realtà, Achille ha un amico fidato che lo spalleggia: Patroclo. Patroclo muore in battaglia per combattere al posto di Achille, che si rifiuta di scendere in campo dopo il “vivace” battibecco con Agamennone. È questa la chiave di volta del poema, da qui cambia tutto: Achille decide di tornare a combattere, fa una carneficina di troiani, sparge sangue a destra e a manca, lancia improperi di qua e di là, uccide il principe troiano Ettore straziandone il corpo: gli Achei vincono la guerra, Achille sposa la principessa (ah no, questo non accade…) e tutti vissero felici e contenti!

Che poema allegro! Neanche Tarantino sarebbe stato capace di tanto splatter… va’ a vedere che Quentin si rifà proprio ad Omero quando scrive i suoi film? E poi viene a dirci che il suo modello è Sergio Leone!

Ciononostante, l’Iliade è un poema stupendo per il linguaggio con cui è scritto, per le immagini incantevoli che Omero utilizza, per la grandiosità degli dèi di cui è popolato il racconto e per l’intensità delle passioni che travolgono i personaggi.

Martedì prossimo ve lo dimostrerò!

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