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Photogallery: consigli di lettura per la Festa della Liberazione

Oggi, 25 aprile, l’Italia celebra la sua liberazione dal nazi-fascismo e lo fa con una lunga serie di iniziative in tutto il Paese. Questo blog vuole dare il suo modesto contributo segnalando 3 libri, scritti negli anni della Seconda guerra mondiale o subito dopo. Si tratta di 3 giganti della letteratura dell’epoca – era la stagione del Neorealismo, anche se i romanzi che vi propongo sfuggono ad una classificazione in etichette ben definite -, che hanno rinnovato nel profondo i modi di scrivere, sperimentando soluzioni inedite. Oltre allo stile, queste opere sono preziose per la visione che riportano di un’Italia povera e lacerata da una lotta intestina e feroce. Ecco a voi le relative copertine e un mini riassunto della storia che narrano.

Buona Festa della liberazione a tutti!

Uomini e no

Scritto nel 1944, anno fondamentale per la lotta di Liberazione, è la storia del capo dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) di Milano, chiamato Enne 2 (importante è la scelta di Vittorini di non dare un nome definito al protagonista, che assume così una portata universale, dell’uomo tipo nel corso della guerra), innamorato di una donna sposata con cui vive una travagliata relazione. L’intero romanzo alterna il resoconto del loro amore e dei loro abbandoni alla narrazioni di episodi di rappresaglia tra truppe tedesche e partigiani. Il tutto è scandito da profonde e lucide riflessioni sul senso di essere umani in un periodo della storia dell’uomo in cui la dignità veniva costantemente calpestata.

 

Il sentiero dei nidi di ragno

A scoprire quello che poi verrà considerato un genio della letteratura italiana fu Cesare Pavese, scrittore egli stesso e talent scout per la casa editrice Einaudi. Pavese spinse per la pubblicazione della prima prova romanzesca di Calvino, che trovò da subito una cifra stilistica che non lo abbandonò più: la leggerezza. Sembra un favola quella storia, anche se una favola triste. Il piccolo protagonista, Pim, è costretto a comportarsi da grande in un mondo violento e ingiusto. Vive con la sorella, che per campare fa la prostituta, ma ben presto decide di seguire una banda di partigiani sulle colline liguri. La compagine, però, è molto stramba, tanto che alla fine il capo della brigata verrà esautorato (= privato di autorità) dai suoi stessi superiori. Toccante è il punto di vista bambinesco col quale viene raccontata l’intera vicenda, spesso ingenua ed incredula nel tentare comprendere un mondo senza logica e pieno di atrocità.

 

Una questione privata

Anche questo romanzo resistenziale (ovvero che ha come tema la Resistenza) prende avvio dal racconto di una storia d’amore, che qui vede coinvolti il partigiano Milton (il nome inglese non è un caso, poiché Fenoglio era un anglofilo e grande traduttore della letteratura americana) e Fulvia. Milton viene a sapere che la ragazza è ora fidanzata con un altro partigiano, Giorgio, che è anche un amico di Milton. La vicenda prende avvio da questo dato: Milton va sulle tracce di Giorgio per avere conferma della sua nuova relazione. Inizia così una lunga peregrinazione tra le Lande piemontesi  prima per cercare l’amico, poi per trovare un prigioniero di guerra da scambiare con lui. La voglia di Milton di scoprire la verità lo porta alla rovina, poiché verrà trovato e inseguito dai fascisti. La verità, per lui come per tutti, è inconoscibile.

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