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Speciale Omero: introduzione all’Iliade

Già lo so: stamattina siete andati a scuola più stanchi del solito, impauriti in vista del compito di matematica, innervositi dalla bidella che vi rimprovera il quarto d’ora accademico che vi prendete prima dell’inizio di ogni lezione… e ci si mette pure la prof di italiano che vi introduce un’ostica, misterica e mitologica materia dal bizzarro nome di Epica. Ma che è?! So anche che la prof vi avrà spiegato che tratta della narrazione delle gesta grandiose degli eroi di tutti i tempi e di tutte le civiltà, con particolare attenzione a quelle dei greci e dei romani, e che gli eroi, nei testi epici, sono aiutati spesso dalle divinità per andare a combinarne di cotte e di crude nei vari Latium, Peloponneso, Tessalia ecc.

Don’t worry! L’epica è molto bella e sono sicura che vi appassionerà. Be’, magari vi piacerà di più se presa con un po’ più di leggerezza… bando alle ciance, allora! Da chi e cosa iniziare se non da Omero e la sua Iliade? Si tratta del poema epico greco più antico tra quelli che ci sono pervenuti e merita quindi un posto di rilievo.

1° step – Chi era Omero? (anche detta: “Questione omerica”)

Bella domanda, ragazzi! I grecisti litigano da tempo immemore su questo punto. C’è chi ritiene che si tratti di un aedo (o rapsòdo, che dir si voglia) vissuto nell’VIII secolo a. C. (teoria unitaria): non proprio l’altro ieri, quindi… c’è chi invece sostiene che le sue opere siano frutto di un lavoro svolto da più persone in tempi diversi, e che allora la figura di Omero sia stata inventata (teoria analitica). Chi ha ragione??? Mi trattengo dal darvi la risposta che mi verrebbe spontanea (ossia: boh! Mica c’ero ai quei tempi, io!) per fare la persona seria ed informarvi che è la teoria unitaria a prevalere: in poche parole Omero era uno (e non trino, quatrino, cinquino ecc.) ed è esistito.

“Gli altri studiosi allora non avevano capito nulla?” mi chiederete ora voi con arguzia. Eh no, i fraintendimenti nascono a ragion veduta. Quel bontempone di Omero, che se ne andava scorrazzando in lungo e in largo per l’Ellade facendosi ospitare nei palazzi dei signori locali e nelle feste delle varie poleis, viveva cantando – diciamo non proprio come Marco Mengoni o Tiziano Ferro… ma all’epoca la letteratura si cantava sulla base di uno strumento musicale, la cetra – storie imparate e memoria (grazie ad una serie di trucchetti quali gli epiteti, le ripetizioni ecc.) e tramandate a lui da generazioni di aedi (l’epica nasce nella metà del II millennio, molti secoli prima di Omero!).

“Ma allora è un copione!”

Eh no, ragazzuoli: l’originalità di Omero è stata riconosciuta da tutti gli studiosi e si vede soprattutto nel linguaggio e nella struttura dei suoi due poemi, nell’umanizzazione dei personaggi e nella drammatizzazione delle vicende.

“Però toglici una curiosità…”

Dite, dite pure!

“È vero che Omero era cieco?”

Ragazzuoli, qui scendiamo nel pettegolezzo! La cecità di Omero non è confermata dalle fonti. Vero è, invece, che l’assenza della vista era una caratteristica tipica delle figure sapienziali (cioè dei saggi) dell’antica Grecia. Soprattutto gli indovini venivano tratteggiati come non vedenti (ad es. Tiresia, Cassandra, ecc.), per sottolineare la loro capacità di vedere oltre la realtà immanente (questo termine rivendetevelo col prof di filosofia), o semplicemente di scrutare il volere degli dèi. Se è nata la leggenda della cecità di Omero è solo per lodarne la sua capacità di capire la realtà mitologica (questo accostamento di termini in realtà è un ossimoro: sapete con chi riutilizzarlo) della tradizione greca.

omero

2° step: L’Iliade

“Vabbè, ma ’st’Iliade?”

Arriva, arriva: calma!

L’Iliade è un poema epico composto da (758439574257467436072674062457)2 versi… scherzavo, su, non ve ne andate dal blog!

Ci riprovo: è composto da “soli” 15.693 versi suddivisi in 24 canti. Lo stesso numero di canti che ha l’Odissea, mentre l’Eneide di Virgilio ne conta 12, ossia la metà, perché Virgilio non si sentiva degno di scrivere quanto il suo idolo Omero (questa ve la potete giocare con la prof di italiano quando passerete all’epica romana…).

 

Ma… è finito lo spazio a mia disposizione! Da martedì prossimo nuove, magnifiche puntate sul pelìde Achille e la sua ciurma! Stay tuned

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